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Canto improvvisato ispirato dal suono dell'organetto
O Memmo, come è
bello questo sito,
mi sento proprio tutto affascinato:
mi viene da cantar con tutto il fiato
come chi lo pronunzia un sacro rito.
Me lo ricorderò quando, lontano,
la nostalgia mi farà venir meno;
quando, d'affanno e di rimpianto pieno,
sognerò i boschi e le fonti di Fano.
Perché sto suono conosce l'essenza,
sa la disperazione e la speranza,
sa l'amarezza della lontananza
e il dolce d'ogni amabile presenza.
Così, ti rendo grazie del buon gusto,
per questa gemma sopra un mondo guasto,
per questo suono amico senza fasto,
che va su come pianta d'alto fusto.
Che porta verso il cielo, amabilmente,
e ogni anima la fa pura e sognante,
per cui concludo con parole sante:
"Viva Vetozza e la sua buona gente".
Michele Antonelli
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Esibizione poetica Bacugno (Steccato) 2002
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